PERCHE' UNA PIANTA PUO' SCHIANTARSI AL SUOLO? - TUTTO QUELLO CHE NON SAI SULLE PIANTE... CHE NESSUNO TI HA MAI DETTO.... - Studio del Dott. Agr. Massimo Badino

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PERCHE' UNA PIANTA PUO' SCHIANTARSI AL SUOLO?

Studio del Dott. Agr. Massimo Badino
Pubblicato da in Consulenze Agronomiche ·
Tags: #CLASSIDIPROPENSIONEALCEDIMENTO#VTA#PERICOLOCADUTAALBERI
         
Oggi parliamo di... Classi di propensione al cedimento...


       
         
Recentemente,   sono state approvate, e diventano pienamente operative, le nuove Classi di   Propensione al Cedimento degli alberi (CPC), che sostituiscono   integralmente la vecchia classificazione istituita dalla Società Italiana di   Arboricoltura e denominata FRC.
  
Da tempo   circolavano varie versioni delle Classi di Rischio FRC, per cui era nata   l'esigenza di riordinarle in modo tale da rendere univoco l'utilizzo della   classificazione nei capitolati d'appalto e negli incarichi professionali.   All'interno del Gruppo di Lavoro sulla Stabilità degli Alberi della   S.I.A. (GLSA) è quindi scaturita la necessità ed anzi l'opportunità di   effettuare, dopo anni di onorevole uso delle classi FRC, una verifica sia   della forma sia dei contenuti delle classi.
  
Il Gruppo   si è quindi posto l'obbiettivo della revisione della classificazione degli   alberi sotto il profilo della stabilità.
  
Partendo   dalla vecchia classificazione si sono raccolte le varie versioni in   circolazione e, successivamente, si è innescato il confronto sull'effettiva   corrispondenza del concetto di rischio, richiamato nella dicitura Classi   di Rischio, e il suo significato nella concezione tecnico scientifica   attualmente in uso.
  
Il cammino   non è stato semplice né scontato ma alla fine è stato predisposto un   documento rinnovato, condiviso ed efficace, che non stravolge lo schema   logico in modo tale da consentire un indolore passaggio dalla vecchia alla   nuova impostazione.
  
In   sostanza, si è voluta risolvere la metonimia fra i concetti di pericolo   e di rischio.



  
Il pericolo   corrisponde alla propensione al cedimento dell'albero o di sue parti oppure,   in termini statistici, alla probabilità che si verifichi un cedimento e   questo è ciò che valutiamo con l'analisi visuale o strumentale della   stabilità.

  Il rischio, invece, è formato dal prodotto tra la pericolosità insita   nella pianta (la propensione al cedimento appunto) e la vulnerabilità del   luogo di potenziale caduta e, quindi, dalla relazione che lega la probabilità   del verificarsi di un evento pericoloso ai danni che questo può provocare   alle persone e ai manufatti.

  
Per   semplificare, l'albero può essere più o meno pericoloso mentre l'uomo (od i   suoi beni) sono i soggetti a rischio in quanto, al realizzarsi del pericolo,   possono subire dei danni (per cui non si deve parlare di "rischio di   caduta piante" o di "rischio di crollo" ma di "pericolo   di caduta" e di "pericolo di crollo").

  
È il soggetto "la persona o i suoi beni" che rischia di rimanere danneggiato se il complemento   oggetto "l'albero" esplica la sua propensione al cedimento.

  
Qui di   seguito riportiamo la nuova classificazione della propensione al cedimento   degli alberi affinché possa sostituire le vecchie classi FRC nei lavori   di valutazione della stabilità degli alberi svolti in Italia.

                
Classe A Trascurabile             
Definizione         
Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque  non superiore a cinque anni.

                      
Classe B Bassa
Definizione
Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti lievi, riscontrabili con il controllo visivo ed a giudizio del tecnico con indagini strumentali, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero non si sia sensibilmente ridotto.     
Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza  stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a tre anni.     
L'eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico.

                      
Classe C Moderata
Definizione
Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono     tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si  sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a due anni. L'eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico.
Questa avrà comunque una cadenza temporale non superiore a due anni. Per questi soggetti il tecnico incaricato può progettare un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello dipericolosità e, qualora realizzati, potrà modificare la classe di pericolosità dell'albero.
    
* É ammessa una valutazione analitica documentata.



                      
Classe C/D Elevata
Definizione
Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo  visivo e di norma con indagini strumentali*.
Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia drasticamente ridotto.
Per questi soggetti il tecnico incaricato deve   assolutamente indicare dettagliatamente un insieme di interventi colturali.     
Tali interventi devono essere finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e devono essere compatibili con le buone pratiche   arboricolturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell'albero. Nell'impossibilità di effettuare i suddetti interventi l'albero è da collocare tra i soggetti di classe D.
    
* È ammessa una valutazione analitica documentata.



                      
Classe D Estrema
Definizione
Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano     segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. *
Le anomalie riscontrate sono tali da far     ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai, quindi, esaurito.
Per questi soggetti, le cui prospettive future sono   gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute.
    
* È ammessa la valutazione analitica documentata.

Il nostro lavoro è proprio questo capire attraverso lo studio della pianta in che condizioni è, classificarla e verificare eventuali pericoli!

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